lunedì 8 novembre 2010

FINCHE' C'E' GUERRA C'E' SPERANZA

Il 7 novembre una delle principali associazioni ricreative della nostra città, la UISP, ha organizzato e promosso insieme al comune e alla provincia una corsa podistica militare civile, dal sapore antico e fascista, e che non a caso cade nel periodo delle celebrazione delle forze armate.

Certo, il ricordo non può che andare al ventennio fascista, con le sue corse podistiche e amenità varie, con il suo slogan mens sana in corpore sano, e alle sue campagne di colonizzazione/conquista mascherate dalla retorica dei suoi valori razzisti e discriminatori. 
Del resto, come stupirsi....questo quadro sembra descrivere molto bene anche il mondo in cui viviamo noi, in cui interi popoli vengono massacrati in nome dei valori della democrazia...

Ma con questa corsa la UISP che, da statuto, opera per il benessere dei cittadini, i valori di dignità umana, di non violenza e solidarietà tra le persone e tra i popoli e coopera con quanti condividono questi principi, ed il cui presidente regionale ha un percorso alle spalle di obiezione alle leva militare, si spinge un po più in là e, costruendo un connubio nefasto fra sport e guerra, si candida ad essere il portavoce della legittimazione e accettazione delle forze armate. 
Questo progetto, in corso da anni, non solo in questa città ma in tutta Italia, usando le armi della propaganda, cerca di farci dimenticare quali siano le ragioni e le conseguenze della guerra di conquista e di distruzione, vuole farci dimenticare che, distante dai nostri occhi, i nostri ragazzi uccidono, stuprano e torturano civili. 

E così piano piano ma ogni giorno di più la guerra è accettata e le forze armate, assassine e devastatrici, sono diventate i nostri paladini e amici di sempre. 
Per amore della logica, ci sarebbe da chiedersi cosa ne pensano in Iraq, o in Libano o in Somalia, ma anche senza andare troppo in là, gli immigrati rinchiusi nei CIE o gli studenti ed i manifestanti che vengono sempre più spesso picchiati dalla polizia

...ma forse tutto questo non compete a chi con e di guerra vive e sopravvive.

E così, tornando a noi, la città dopo essersi riempita di slogan per la pace e diritti, come è successo in questi giorni durante Exodus, dopo essersi riempita di bandierine varie della pace o luci o lucette in ricordo delle vittime di guerra, e dopo essersi spesa con gran discorsi e promesse a favore del comitato Murati Vivi per la restituzione delle aree militari, adesso cambia (?) vestito e sceglie quello che le si addice di più ...quello fatto di medaglie e di mostrine. 
Eh si, perchè il potere politico, militare ed economico sono sempre andati a braccetto in questa città asservita e venduta alla Marina Militare, basti solo pensare alle aree interdette ai più perchè insediamento militare (e che ora, con un grande atto di clemenza, ma più che altro perchè ormai strategicamente inutili, in parte stanno per essere restituite sotto lauto compenso), alla continua presenza dei sommergibili NATO a propulsione nucleare che qua sono riparati, alle numerose industrie che fabbricano armi (Oto Breda, Alenia Marconi systems- settore missilistico, Alenia Marconi -divisione navale, Fincantieri, MBDA, cantieri del Muggiano per citare solo le principali), ai centri di ricerca bellica ( CSSN-Centro Supporto E Sperimentazione Navale - Mariperman, Saclant-Nato, CNR), al distretto tecnologico di eccellenza, nuova trovata di Forcieri, orientato alla ricerca bellica.

La facilità e la leggerezza colposa con cui la UISP ha voluto associare il suo nome a quello delle forze armate, è il sintomo che in questa città i falsi pudori del no al militare sono tramontati perchè nessuno ne ha più da guadagnare... ed il silenzio assordante dei pacifisti, tavole per la pace, comitati e associazioni è disgustoso e sempre più indicativo che le posizioni pacifiste non siano altro che posizioni di comodo per attirare consensi...

Da anni conviviamo con lo sviluppo e la produzione di armi distruttive, con la devastazione ed il saccheggio del nostro territorio, con la presenza sempre più massiccia di tecnologia militare...forse è il momento di cercare di dimostrare che questo è quello che non vogliamo e che non vogliamo continuare ad essere complici e sudditi di questo modello di sviluppo che vada nella direzione di perpetuare il potere dei pochi a discapito dei molti. 

CIRCOLO LIBERTARIO BINAZZI - CSOA RDA MAYDAY - RETE CONTRO LA PRECARIETA'

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